L’idea di viaggiare in bicicletta mi ha spinto ad allenarmi con costanza. Ho sempre subìto il fascino dei cicloviaggiatori, questi superuomini autori di gesta eroiche, con tutto quel peso che si portavano dietro… dopo averne conosciuto personalmente alcuni ho iniziato ad accarezzare l’idea di provarci anch’io, quindi è iniziato l’allenamento; l’obiettivo quello di riuscire a pedalare senza andare in sofferenza (o arrivare in quella condizione il più tardi possibile).                          Raggiunta la mia meta (primo giro di basilicata) ho continuato a pedalare ed allenarmi e di volta in volta, a superare il mio limite. Questo è uno dei possibili effetti collaterali della bicicletta.

dopo alcune cadute in mountain bike ho realizzato che aggirarmi nei boschi in solitaria per tante ore non fosse una buona idea, quindi ho comprato una bici da corsa senza dare tanta importanza all’attività in se: sono sempre stato attratto dalla mountain bike, meno dalla strada, pertanto inizialmente la bici da corsa era solo un mezzo per poter uscire da solo in sicurezza. Dopo i primi mesi di fatica ho constatato quanto fosse allenante il nuovo mezzo e quanto fosse cambiata in meglio la mia resistenza in bici; l’attività stradale richiede un ritmo di pedalata continuo, quindi un allenamento più efficace sulla “gamba”, mentre nel fuoristrada il ritmo è discontinuo, ma si impara a stare in sella, i passaggi tecnici richiedono concentrazione, equilibrio, uso corretto dei freni e giusto bilanciamento dei pesi. Due attività simili ma sostanzialmente diverse, utili l’una per l’altra: l’equilibrio che si acquisisce in mountain bike aiuta nelle veloci discese stradali, mentre la continuità di pedalata che impone la strada è di supporto negli strappi ripidi e sconnessi che si incontrano in fuoristrada.

I primi due anni di attività si sono conclusi con due gite di più giorni (gran sfondo del pollino in mtb e giro cilento-lucano), la consapevolezza di aver fatto un ottimo lavoro e la voglia di continuare a pedalare ed allenarmi per fare altri viaggi in bici e così è stato fino al punto di vendere la moto che avevo per comprare due biciclette (una nuova mountain bike e una bici da viaggio).

Quando comunicai la mia decisione all’amico/concessionario di moto lui mi assicurò che me ne sarei pentito, dopo un anno posso affermare che si sbagliava di grosso: mai decisione fu più azzeccata!

Incontri di viaggio

Una costante dei viaggi in bicicletta è sicuramente l’alta qualità degli incontri che capitano                                                                                                                                                                    Mi sono trovato in entrambe le posizioni (ho incontrato cicloturisti che transitavano nella mia città e ho incontrato persone speciali praticando cicloturismo) beh, ogni volta si è trattato di incontri speciali, sorprendenti, interessanti, talvolta esilaranti e se faccio mente locale, per ogni viaggio fatto, riesco a ricordarli tutti.                                                                                                                           Forse esiste una sorta di attrazione tra tipologie di individui dotati di una simile indole, o forse quando ci si imbatte in un “passante a pedali” si è più predisposti al contatto umano grazie all’incedere lento della bici…non so cosa sia, ma di sicuro è qualcosa che arricchisce tanto e aiuta a guardare il mondo da punti di vista diversi.                                                                                             Provare per credere!

Simon

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