ciclOstile è bicicletta a 360°: tra le mille attività alle quali stiamo lavorando vogliamo approfondire il bike wrapping, un servizio che forniamo. Quanti di voi hanno una vecchia bici in garage, magari con il telaio arrugginito e un design grafico non proprio convincente?  Dino, il nostro esperto designer, ci spiega come far rivivere il nostro mezzo trasformandolo in un vero e proprio oggetto vintage.

 

“Circa un anno fa, durante i lunghi mesi invernali, mi è venuto in mente di provare a rivestire la mia vecchia Bianchi Thomisus del ’94. Ho ricercato tutorial, prodotti e fornitori vari di car wrapping ed intanto mi chiedevo se e come fosse possibile applicare gli stessi procedimenti e materiali al telaio di una bicicletta. In realtà in rete ho trovato alcuni esempi di kit già pronti per personalizzare il proprio mezzo a due ruote, ma con materiali relativamente scadenti, con costi notevoli e disegni/decorazioni che decisamente non mi convincevano..e comunque l’idea era quella di testare l’intera trafila da solo.

Per cominciare, ho smussato leggermente il telaio dalle tante piccole scalfiture con della carta smeriglio fine, l’ho ripulito al meglio da sporco e adesivi superstiti e ne ho misurato le varie parti. Successivamente ho scelto con cura tipologia e colore del film adesivo (vinile) e l’ho acquistato on-line. Seguendo le misure prese in precedenza, ho tagliato il foglio unico, grande circa 50×150, nelle diverse parti del telaio sviluppate in pianta. Munito di un comune phon con regolazione di intensità e calore, di un pezzo di feltro di spessore sostenuto e di un cutter, ho cominciato ad applicare i ritagli di adesivo alle corrispondenti parti del telaio, aiutandomi con il pezzo di feltro per evitare la formazione di bolle o grinze. Nella fase di finitura del tubolare ho rifilato le parti in eccesso alle estremità e longitudinalmente, lungo la sovrapposizione, facendo attenzione a non intaccare anche il foglio sottostante. Il phon è un strumento fondamentale: serve a far aderire l’adesivo al meglio; il calore fa cedere i legami che danno consistenza al foglio che quindi si adatta perfettamente alla tridimensionalità dell’oggetto. Risulta molto utile anche quando si deve correggere un’applicazione riuscita male e le conseguenti imperfezioni del materiale che, una volta scaldato, come per magia, ritorna nella sua condizione iniziale. Quindi con qualche prova, alcune accortezze e un bel pò di pazienza, sono riuscito nell’impresa di far diventare la mia Bianchi nera blu e arancio, quasi completamente nera opaco (ho lasciato scoperto qualche dettaglio arancio, sia per praticità, perchè complesso da rivestire, sia per ragioni puramente estetiche).

Prima uscita: stupore e apprezzamenti nonostante qualche imperfezione, normale e per fortuna poco visibile. Non è passato molto tempo prima che qualche amico/associato mi chiedesse di fare lo stesso su un proprio mezzo (quasi sempre vintage): per un semplice cambio look, anzichè per la necessità della protezione di un telaio non più perfetto.

Di seguito una serie di foto realizzate durante l’ultimo wrapping fatto su una bellissima Pinarello Stelvio (bianca) di metà anni ’90.

Prossimo step: ulteriore customizzazione con adesivi e decalcomanie, che riproducano quelli originali o completamente personalizzati.”

Bene amici, l’officina di ciclOstile è a disposizione di chiunque fosse interessato all’argomento; non esitate a contattarci!

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