E’ ormai evidente che la “fama” della bicicletta, così come il suo utilizzo, negli ultimi anni sta aumentando in modo esponenziale oltre ad evolversi in vesti sempre nuove. Tra le ultime novità che il mercato propone abbiamo le Fat Bike adatte a terreni sabbiosi o nevosi, l’utilizzo di ruote 27,5” o 29” in ambito Mountain Bike, le Fixed Bike, personalizzabili fino ai minimi dettagli,  stanno diventando vero e proprio oggetto di culto e infine le nuovissime Gravel Bike: veri e propri ibridi tra bici da strada/viaggio e Mountain Bike.

Oltre a tutte queste interpretazioni delle due ruote ecologiche, comunque soggette a trend che potrebbero rivelarsi passeggeri, vogliamo soffermarci su una versione intramontabile: la bicicletta da città, quella intesa come mezzo di trasporto cittadino, che oggi sta trovando la naturale evoluzione nelle E-Bike o Biciclette a pedalata assistita.

Gran parte dei paesi europei investono risorse e idee per incentivare la mobilità su due ruote, infatti i numeri parlano da soli (clicca qui) e non è un caso che i paesi con i maggiori tassi di ciclabilità siano quelli con la migliore qualità della vita.

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la ciclabile sopraelevata di Copenhagen

Discorso assai diverso per l’Italia che si spacca in due quando si affronta questo argomento; se il centro-nord della penisola è pieno di realtà virtuose, che non raggiungono certo gli standard europei ma comunque cercano di tenere il loro passo, nel sud accade esattamente il contrario e quindi, la non-cultura ciclistica, le caratteristiche orografiche talvolta difficili e la carenza di infrastrutture dedicate limita non poco la mobilità ciclistica. Tuttavia in Italia esistono delle campagne di sensibilizzazione come quella della FIAB che oltre ad organizzare il bike to work day ha diffuso un questionario e diversi video inerenti a questo attuale argomento, ma anche queste iniziative sembrano non riuscire a raggiungere tutto il territorio, soprattutto quello meridionale.

In questo articolo il nostro intento è quello di analizzare in modo specifico dal punto di vista della ciclabilità urbana, la città di Potenza (e di conseguenza le città simili ad essa)

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veduta aerea della città di Potenza

Con 67.348 abitanti, 819 metri s.l.m., Potenza è il capoluogo di regione della Basilicata, nonché sede di ciclOstile e a detta di alcuni, una delle città più brutte d’Italia dal punto di vista estetico-urbanistico. Ora, soggettività a parte, posso confermare da cittadino residente che Potenza ha un “forte” impatto visivo causato sicuramente dal gran numero di “palazzoni” costruiti uno a ridosso dell’altro sul ripido pendio del monte sul quale è situata. Tutto questo accadeva nel periodo del boom economico degli anni ’60-’70 e subito dopo nella selvaggia ricostruzione post-sisma 1980, quindi, trent’anni di “follia edilizia” che sembrano non finire mai.

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veduta aerea della città di Potenza

Analizzeremo tre aspetti principali della città: orografia, urbanistica e clima individuando così punti critici e problematiche da affrontare ed eventuali soluzioni, li dove sia possibile.

Orografia:

Potenza è una città “verticale” a causa della sua ubicazione, detta anche “città delle scale” per via delle innumerevoli scalinate che la caratterizzano dislocate in tutto il territorio; alcune strette e tortuose, altre larghe e imponenti, le scale spesso consentono rapidi collegamenti di zone molto vicine tra di esse in linea d’aria ma separate da forte dislivello, altrimenti raggiungibili dalla viabilità urbana attraverso percorsi molto più lunghi e di conseguenza meno pendenti. (Non inerente al tema delle biciclette, ma di sicuro interesse culturale è il festival delle 100scale :  “rassegna internazionale di danza e arte performativa nei paesaggi urbani” che si tiene nel periodo autunno-invernale).                                                                                                                Quello che in tempi remoti doveva essere crinale di una montagna è diventato il centro storico della città, situato quindi nella parte più alta. Scendendo verso valle sono disposti i vari rioni fino alla periferia più recente che si estende tutta intorno più in basso.

Un territorio ricco di dislivelli dove non manca però, qualche percorso pianeggiante; ci sarebbe infatti un’ideale circumvallazione perimetrale che corre intorno alla città perlopiù in zone di fondovalle, quindi con pendenze minime (infatti ciclOstile FIAB Potenza e Legambiente Potenza stanno effettuando uno studio per individuare le zone e le strade più adatte alla ciclabilità urbana).

la critical mass in visita al sindaco di Potenza

 

Urbanistica:

Una delle città con i più alti tassi di motorizzazione (74 auto ogni 100 abitanti), con un servizio di trasporto pubblico che fa acqua da tutte le parti (autobus non puntuali o assenti e il sistema di scale mobili più lungo d’Europa chiuso ormai da diversi mesi), possiamo definire Potenza una realtà AUTO-CENTRICA, anche perché le strade di antica concezione e adattate alla difficile orografia, sono in gran parte strette e occupate da auto in sosta su entrambi i lati. Sarebbe un arduo compito inserire delle corsie ciclabili su tali sedi stradali tranne se non si decidesse di sgomberarle dalle auto. Difatti in tutto il territorio comunale non esistono piste o corsie ciclabili (tranne una situata in un rione di periferia, ma abbastanza fine a se stessa), e tantomeno aree verdi degne di essere menzionate nelle quali potrebbe essere molto più semplice ricavarne anche al solo scopo ricreativo.

Altra questione importante è la qualità dei manti stradali: PESSIMA!             Problema non di poco conto per chi usa la bicicletta come mezzo cittadino, soprattutto quando si porta del peso; si rischia di rovinare le sospensioni, la schiena, di bucare o peggio ancora, di cadere rovinosamente a terra se malauguratamente si distoglie anche solo per un attimo la sguardo dal manto stradale (magari per guardare chi arriva in un incrocio) in prossimità di quelle buche che in alcuni casi diventano vere e proprie voragini. (di pochi mesi fa le folli notizie di una signora a Vicenza e un cittadino di Arezzo multati in seguito a cadute a causate da buche stradali)

Clima:

Potenza gode di un clima mediterraneo, con lunghi e freddi inverni (con temperature che spesso scendono sotto 0) ed estati dal caldo secco. Nel complesso una città fredda proprio perché gli inverni sembrano non finire mai e in alcune annate il clima si irrigidisce da ottobre e si protrae addirittura fino ai primi di giugno

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In conclusione possiamo affermare che non si tratta di certo di una città ciclabile, considerato il freddo, le pendenze, l’assenza totale di infrastrutture dedicate, il fondo stradale in cattive condizioni e tutti i problemi secondari che da questi conseguono.

Tuttavia, nonostante questi impedimenti, in città si vedono sempre più biciclette e forse ciò che ha fatto “esplodere” questa sana abitudine in costante crescita, è stata la comparsa delle biciclette a pedalata assistita; questi ibridi che riescono a risolvere diversi problemi tra quelli precedentemente elencati:

PENDENZA

I tanti dislivelli da superare possono costituire il maggiore ostacolo per chi vuole muoversi con la bicicletta e magari non è molto allenato. Anche chi è allenato però, potrebbe non essere disposto a dover sudare ogni qual volta si presenta una salita sul proprio percorso (esperienza personale). La pedalata assistita aiuta a superare questo ostacolo (secondo me il maggiore) con grande facilità: i diversi livelli di assistenza permettono di pedalare sempre secondo la propria volontà: più intensamente se si vuol fare un leggero allenamento o in modo più rilassato quando si è stanchi e si vuole solo arrivare a casa nel minor tempo possibile.

FREDDO

Quando ci sono le salite di conseguenza arrivano le discese e soprattutto in inverno, la discesa è sinonimo di freddo. La pedalata assistita risolve anche questo problema, visto che permette di non fare fatica in salita (vale a dire non sudare), quindi di coprirsi adeguatamente: con l’abbigliamento tecnico dedicato, oggi facilmente reperibile, è possibile non soffrire il freddo anche a prima mattina dovendo affrontare una lunga discesa (esperienza personale).

MANCANZA DI INFRASTRUTTURE

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un ciclista urbano per le vie della città

Non è bello per niente pedalare nel traffico cittadino in mezzo ad automobilisti che spesso non si accorgono assolutamente della nostra presenza (esperienza personale) e non considerano le biciclette come mezzi di trasporto ma come navicelle spaziali dal momento che vedono i loro conducenti come degli alieni. Purtroppo l’assenza di corsie ciclabili, ZTL o zone 30km/h costringe lo sventurato ciclista urbano a condividere il proprio tragitto con questi arroganti autisti (spesso l’automobilista è arrogante perché dal comodo del suo morbido sedile non considera la fatica e gli altri disagi che il ciclista può trovare mezzo al traffico), quindi avere quella spinta in più che l’assistenza riesce a rendere nelle situazioni critiche (semaforo, ripartenza in leggera pendenza, lunga salita) è di sicuro un grande aiuto!

FONDO STRADALE

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strada dissestata in piena città

Questo aspetto non è a favore delle bici a pedalata assistita perché, a differenza di una bici normale, questa è più pesante. L’unica soluzione è quella di dotarsi di una bicicletta con la sospensione anteriore ammortizzata, altrimenti non resta che fare gli slalom in mezzo alle buche (nei limiti della sicurezza) cercando la traiettoria meno accidentata (esperienza personale) e cercando di non cadere per non incappare in spiacevoli contravvenzioni! In ogni caso sarebbe doveroso, da parte delle amministrazioni comunali, provvedere a risolvere questo grande problema.

PIOGGIA

Altra condizione di possibile disagio, la pioggia può diventare un ulteriore deterrente per l’uso della bici. Fortunatamente i giorni di pioggia annuali non sono tantissimi, inoltre abbiamo esempi di città (Copenhagen, Amsterdam, ed altre realtà nordeuropee) dove le precipitazioni sono tutt’altro che scarse ma le percentuali di ciclabilità restano altissime, sebbenne queste città abbiano dalla loro una quantità e una varietà di infrastrutture che da noi restano ancora un’utopia (parcheggi dedicati, uffici con spogliatoi e docce, viabilità ciclabile in continua evoluzione). In ogni caso pedalare sotto la pioggia si può, con qualche piccolo accorgimento e dotandosi di accessori e abbigliamento specifico:

  • una buona giacca impermeabile
  • sovrapantalone impermeabile con copriscarpa integrato
  • copricasco impermeabile
  • guanti impermeabili
  • indumenti con inserti in tessuto catarifrangente/alta visibilità
  • illuminazione adeguata

GELO

In un territorio con tante pendenze, il gelo è un ostacolo insormontabile; affrontare una discesa con tratti ghiacciati è impensabile, sarebbe una vera azione da incoscienti che metterebbe a serio rischio la propria incolumità e quella degli altri. Con questa condizione climatica sarà indispensabile muoversi con altri mezzi.

OSCURITA’

Pedalare dopo il tramonto su strade urbane ed extraurbane in assenza di piste ciclabili, può essere davvero rischioso anche perchè spesso gli automobilisti non sono abituati a condividere la sede stradale con i ciclisti, o meglio ignorano l’eventualità di poterne trovare. Anche in questo caso è fondamentale dotarsi di accessori specifici:

  • indumenti con inserti in tessuto catarifrangente/alta visibilità
  • illuminazione adeguata

CANI RANDAGI

Assai diffuso nel meridione, quello dei cani randagi è un problema che talvolta può farci trovare in situazioni davvero spiacevoli. Inoltre è facile imbattersi in branchi di cani anche in piena città, soprattutto nelle ore serali. Bene, nel malaugurato ci si trovasse in una situazione simile, è indispensabile mantenere la calma e continuare la propria marcia senza effettuare scatti o altri movimenti bruschi. Se invece i cani sembrano essere aggressivi, bisogna fermarsi e scendere dalla bicicletta usandola eventualmente come protezione (Il più delle volte questa azione fa desistere gli aggressori che spesso abbaiano al movimento, alle gambe che girano o chissà a cosa), allontanarsi lentamente portando la bici a mano e quando ci si trova a distanza di sicurezza, risalire in sella. Ci sono tanti altri metodi più o meno efficaci (ultrasuoni, cordino da usare come “frustino”, petardi…) e con l’esperienza ognuno troverà il proprio. Un’altra cosa fondamentale è mostrarsi sicuri di se e autoconvincersi che si è più forti dei cani, insomma tirare fuori la parte “animale” che è dentro di noi e combattere alla pari. Qui un link molto utile dove trovare ulteriori preziosi suggerimenti per difendersi dai cani.


Bene, la mia analisi finisce qui, ho scritto quest’articolo in base alla mia personale esperienza di “ciclista urbano assistito” da quasi un’anno, ho quindi pedalato in tutte le condizioni meteo e in questo lasso di tempo i ciclisti urbani incontrati sulla mia strada sono sicuramente aumentati. Come dice lo slogan di un video realizzato dagli amici di Legambiente in occasione della campagna  saliteinsella, “non ci sono più scuse” ed è vero: è solo una questione di testa e di volontà. Investire sulla ciclabilità non è solo un servizio per chi usa la bicicletta ma un modo concreto per migliorare la qualità della vita in una città.

Questo concetto dovrebbe essere ben chiaro ai nostri amministratori che  spesso trattano l’argomento con troppa superficialità, quando invece potrebbe essere una strada innovativa per governare in modo intelligente e sostenibile.

Altro importante contributo è quello che possono dare i cittadini, in particolare noi che già usiamo la bici e sappiamo i benefici che da essa derivano. Ciò che possiamo fare è creare un movimento propositivo che offra proposte valide e soluzioni alle amministrazioni, pensare per una volta non al nostro tornaconto personale, ma al bene comune che è bene di tutti. ciclOstile c’è, e in qualche modo ha dato il via a questo percorso virtuoso insieme agli amici di Legambiente Potenza. Questo a dimostrazione del fatto che serve a poco formare tanti piccoli movimenti che si muovono indipendentemente. Quando c’è comunione d’intenti è importante unire le forze e collaborare. ma c’è bisogno anche di voi.

Vi aspettiamo!

 

BC bene comune

 

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