Leggiamo in questi giorni la tanto attesa notizia: finalmente la pista ciclo-pedonale Potenza-Pantano si farà!

FINALMENTE, appunto.

Il recente comunicato stampa dei Parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Trasporti parla di una lunga battaglia burocratica durata 4 anni, ma l’informazione si ferma lì. Facciamo un po’ di chiarezza e raccontiamo la storia di questo miraggio che si sta lentamente trasformando in realtà.

La dismissione della vecchia tratta ferroviaria delle FAL che oggi è oggetto di riqualificazione risale al 1980.

Da allora sono state tantissime le ipotesi di riconversione, l’azzardo del recupero, i sopralluoghi, le idee, i progetti. Solo Legambiente ha effettuato un sopralluogo puntuale corredato da studio di fattibilità del Comune di Potenza almeno 12 anni fa. Appassionati, ciclo-amatori, ambientalisti e sognatori hanno continuato a fantasticare e ad immaginare questa fantomatica pista ciclo-pedonale, perché avrebbe potuto evitare la promiscuità tra ciclisti/podisti e automobilisti su un tratto di strada molto frequentato e pericoloso, o semplicemente perché dappertutto le tratte ferroviarie dismesse si riconvertono in piste ciclo-pedonali o in opere di interesse per la comunità locale e per la promozione del turismo sostenibile.

A questa folla di appassionati ci siamo uniti noi di ciclOstile, che nelle passeggiate giovanili su quest’opera dalla bellezza incredibile ci siamo sempre chiesti “chissà se si può fare, chissà se mai vedremo realizzato questo sogno”, finché il “chissà” si è trasformato in un “costituiamoci in associazione e proviamoci!”.  E così è stato: ci siamo costituiti nel 2015 e ci abbiamo provato da subito e quotidianamente. Insieme al circolo Legambiente di Potenza abbiamo organizzato giornate di sensibilizzazione, pulito un tratto di strada dalla vegetazione, organizzato una passeggiata, raccolto firme, fatto e rifatto sopralluoghi, fatto e rifatto foto, redatto progetti, fatto fotomontaggi (come quello dell’immagine in evidenza), richiesto la realizzazione di quest’opera in ogni singolo atto e proposta agli Enti Locali. 

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Un ATTO DOVUTO, così l’abbiamo battezzata.

La nostra battaglia non è stata burocratica, ma parte di un sistema necessariamente composto da moltissimi elementi, primo fra tutti il tempismo. Fino a qualche anno fa il mondo bicicletta sembrava appartenere ad un emisfero diametralmente opposto a quello del nostro capoluogo e di interesse per pochi folli; oggi si parla di bici ovunque, e per questo siamo stati fortunati ad impegnarci in un momento storico favorevole.

Per tutti questi motivi il sistema ha funzionato: le nostre continue –pacifiche– pressioni al Comune e alla Regione hanno incontrato l’interessamento da parte di un gruppo consiliare regionale (Gianni Leggieri e i suoi collaboratori del Movimento 5 Stelle), che ci hanno sempre ascoltati e ci hanno sempre prontamente segnalato la disponibilità di fondi e opportunità per avanzare proposte, come nel caso di specie dei “12,3 milioni di euro per la messa in sicurezza delle piste ciclabili”, successo derivato dalla famosa battaglia burocratica del Movimento 5 stelle a Livello Nazionale.

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Alla disponibilità generale dei fondi normalmente deve fare seguito una progettualità puntuale, l’individuazione di interventi prioritari, la capacità di progettare e una tenacia infaticabile.

Questo lo abbiamo fatto noi di ciclOstile, perché siamo la FIAB locale, perché quel tratto lo percorriamo in bici tutti i giorni, perché non ci piace subire lo stato di abbandono di opere importanti, perché la rassegnazione non ci appartiene. Lo abbiamo fatto insistendo più volte sull’importanza di restituire un bene collettivo alla comunità, di fornire un tratto sicuro su cui pedalare e di realizzarlo proprio lì, perché un tratto più importante per il capoluogo e dintorni non c’è.

Alle proposte delle associazioni FIAB locali deve dare retta un’amministrazione in grado di ascoltare, che non ha paura di lavorare in tempi brevi fidandosi dei ciclisti visionari.

E questo lo hanno fatto il sindaco e alcuni Assessori del Comune di Potenza, in particolare  l’Assessore alla Programmazione Donatella Cutro, che ci ha ascoltati con interesse e si è coordinata con l’Ufficio Regionale Trasporti della Regione Basilicata. Qui si è chiuso il cerchio con il passaggio fondamentale: la ricerca della “sponda finanziaria” (Dipartimento Ambiente ed energia della Regione Basilicata) e la redazione della Delibera in tempi record.

Quest’ultimo pezzo di storia è estremamente importante per un’associazione che rischia di combattere contro i mulini a vento in una situazione di solitudine cosmica, perché dimostra che le cose fatte bene non sono sempre impossibili da realizzare. L’ing. Donato Arcieri, dirigente dell’Ufficio Trasporti, lo abbiamo incontrato diverse volte già nella fase di redazione e presentazione delle osservazioni al Piano Regionale dei Trasporti. Ha imparato a conoscerci, ha gradualmente acquistato fiducia nei nostri mezzi (la forte motivazione, prima di tutto) e nella nostra capacità di non tirarci indietro, di fare tutto in tempi brevi e in maniera puntuale. Ora quell’ufficio per noi è un punto di riferimento importantissimo, è merito del dirigente e dei suoi collaboratori se oggi c’è una delibera e se, quando si parla di biciclette in quegli uffici, si pensa a chiedere un parere a ciclOstile, che la bici la pratica ogni giorno.

Ogni pezzo al suo posto, ognuno con i suoi meriti e soprattutto con la corretta trasparenza delle fasi che un processo così complesso richiede: un meccanismo di partecipazione, una interlocuzione senza secondi fini, un infaticabile lavoro, volontario e non.

Lo diciamo sempre, la bici è di tutti, è bene comune.

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